L’inchiesta sul’incendio del bar Le Constellation di Crans Montana, che il primo gennaio scorso provocò 41 morti e 115 ustionati, assomiglia sempre di più a una matrioska. Manca sempre qualcosa o, peggio, si continua a scoprire che qualcosa rimane nascosto. Oggi, domenica 19 luglio si è appreso, grazie a un reportage del quotidiano Blick, che dalle carte dell’indagine della Procuratrice Béatrice Pilloud, mancano dei documenti fondamentali.

La schiuma isolante

Documenti che si riferiscono alla ristrutturazione del locale, commissionata dai coniugi Jacques e Jessica Moretti, ben 11 anni fa, nel 2015. Fu allora che, sulle pareti del locale, per evidenti ragioni di risparmio, venne posata una schiuma di isolamento acustico non ignifuga. Quella, per intenderci, che fece da veicolo alla propagazione dell’incendio devastante scoppiato nella notte di Capodanno. I documenti relativi a quei lavori, che avrebbero dovuto essere consegnati al Comune di Cran Montana per le autorizzazioni, non si trovano.

Le carte che non saltano fuori

Giovedì 16 luglio, interrogato dagli inquirenti vallesani, l’ex-sindaco del comune di Chermignon, Jean-Claude Savoy, comune che poi si è accorpato a Cran Montana, ha affermato di aver consegnato tutti i documenti della ristrutturazione, compreso il personal computer in cui vennero registrati, al segretario comunale di Crans, nel dicembre del 2016. Segretario comunale che, nel frattempo, è deceduto. Insomma, a sentire la testimonianza di Savoy le carte della ristrutturazione si dovrebbero trovare negli archivi del comune di Crans Montana. Ma perché non saltano fuori? L’attuale sindaco, Nicolas Feraud, pure lui tra gli indagati per l’incendio di Capodanno in qualità di responsabile della sicurezza pubblica della località, non detiene gli incarti, oppure la Procura non glieli ha chiesti? Si tratta di elementi fondamentali per le indagini, poiché è stato proprio per questo che Le Constellation si è trasformato in una trappola mortale.