Matteo Ungaro, toscano, ha 26 anni ed è uno dei nuovi volti di The Right Side, la creatura social di Alessandro Fornaciari che sforna influencer di destra dallo scorso gennaio. I suoi video fanno centinaia di migliaia di visualizzazioni, lo stile è spesso aggressivo, i toni sempre alti, duri: «Infatti pochi giorni fa Meta ha chiuso uno dei miei profili». Eppure affiora un pizzico di imbarazzo quando racconta il suo sogno: «Trasformare l’impegno da content creator in un percorso politico per diventare, un giorno, presidente del Consiglio». Anche se, aggiunge, «non ho idea del percorso che dovrei fare». Il tuo lavoro sui social da dove nasce?«Ho iniziato tre mesi fa, in modo un po’ goliardico, per parlare del referendum sulla riforma della magistratura. Prendevo in giro entrambe le parti. Quando è partito tutto, il mio profilo era molto “rage bate”». Cos’è il rage bate?«È un modo di comunicare. Prendevo posizioni molto polarizzanti, di destra e di sinistra, per scatenare reazioni».
Un modo per sfruttare l’algoritmo dei social, che premia le reazioni del pubblico e ti dà più visibilità.«Esatto». Ora però sei diventato di destra.«Ho deciso di sposare questa linea a maggio, dopo i fatti di Modena». Perché?«Perché ritengo che quello sia stato un segnale chiaro, in grado di far capire a molte persone che in Italia c’è un grave problema di integrazione delle seconde generazioni di immigrati». Prima però dicevi cose di sinistra.«Ci sono partiti del centrosinistra che parlano del nucleare, ad esempio. E sono contrario alla tassa etica: l’extratassazione al 25% sui profitti delle pornostar. Hallissey, di Più Europa, vuole abrogarla e io sono d’accordo. Ma mi ritrovo molto anche nelle politiche anti-immigrazione. Diciamo che sono di destra, nonostante veda ipocrisie anche lì». Come sei passato a lavorare con The Right Side?«Io e Arina Santini abbiamo iniziato a collaborare con Trs per dare risonanza ai nostri contenuti. Alcuni sono stati ricondivisi da Welcome to favelas e l’obiettivo, adesso, è far crescere i nostri profili. In un mese ho raggiunto i 32mila follower, quindi direi che sta andando bene». Con i partiti hai mai avuto a che fare?«Non mi sono mai iscritto a nessun partito, ma tre mesi fa ho iniziato a contattare vari politici. Ad esempio, ho chiesto se potevo partecipare all’inaugurazione di una sede della Lega in Toscana». E hai ricevuto risposte?«Mi hanno detto di andare e mi sono presentato. Ora sono in contatto con lo staff dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi: grazie a lei, dal 13 al 15 luglio, io e Arina andremo a Bruxelles per raccontare i lavori del gruppo dei Patrioti. Mi sono sentito anche con Andrea Barabotti della Lega. Gli ho chiesto di invitarmi in Parlamento per fare video semplicemente informativi su come funziona, ma è più complicato, si deve ottenere un’autorizzazione dalla Camera». Sempre più instradato con la Lega, quindi.«Ho fatto lo stesso con Vannacci. Arina era stata invitata da Futuro nazionale per la passeggiata identitaria a Gavignana con il generale e io mi sono aggiunto. Mi ritrovo in molte cose che dicono la Lega e Futuro nazionale. Vedremo come si sviluppano le cose».










