La campionessa olimpica si racconta al Corriere della Sera: il dolore fisico dietro il trionfo a Cortina, la rigida difesa della privacy sul fidanzato James, il futuro lontano dalla neve e l'attacco al calcio e ai social, definiti «una malattia»
«Non ho paura di piantarla lì con lo sci. Se dovessi lasciare, non sarei preoccupata: avrei mille opzioni. Vivo alla giornata, ma ho programmi a breve, medio e lungo termine. Ah, quando smetterò vorrò viaggiare e andare a fare surf in giro per il mondo. Anzi, farò il giro del mondo surfando». È lo sguardo sereno e leggero sul futuro che Federica Brignone affida al Corriere della Sera in una lunga intervista. La fuoriclasse azzurra si è confidata a ruota libera con Flavio Vanetti, parlando del suo domani lontano dalle piste ma anche delle sofferenze fisiche che hanno accompagnato i suoi recenti trionfi: «Dopo la discesa ho avuto molto male: mettevo gli scarponi e non camminavo. Ero in crisi, in bilico tra contentezza e sofferenza, con la tentazione di mollare perché ero già andata oltre l’immaginabile. Ma una parte di me è insorta e mi ha detto di tenere duro: il “qui e ora” ha funzionato ed è stato magico».
Il dolore di Cortina e la tentazione di mollare










