I dipendenti pubblici li chiamano "buona colazione" e questo perché il valore dei loro buoni pasto non può superare la soglia dei 7 euro giornalieri.Un limite fissato nel 2012 dall'allora governo Monti con la legge per la spending review e che, a distanza di 14 anni, complice anche l'impennata dell'inflazione del 2022 e del 2023, non risulta più giustificabile agli occhi dei lavoratori della Pa.
Statali, nel contratto spunta l’aumento dei buoni pasto Ora, però, si apre uno spiraglio per aumentare i buoni pasto dei dipendenti pubblici, almeno nelle Funzioni centrali. Nella bozza del contratto dei ministeriali per il triennio 2025-27, atterrata questa settimana sul tavolo della trattativa tra Aran e sindacati, è spuntato un articolo che prevede il superamento del tetto dei 7 euro.Si tratta, in realtà, di una «norma-gancio», spiega il presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, Antonio Naddeo, visto che per modificare il limite sarà comunque necessario un intervento legislativo. Ma per i sindacati è «già un passo in avanti» che va nella direzione di tutelare il potere d'acquisto dei dipendenti pubblici.Le coperture Nella bozza del contratto delle Funzioni centrali, articolo 33, si legge che «le amministrazioni determinano il valore del buono pasto, in misura non inferiore a 7 euro giornalieri, nei limiti di legge e delle risorse previste nei rispettivi bilanci per tale finalità».Come detto, questa è per adesso una prima importante apertura a un cambiamento che per concretizzarsi necessiterà per forza di un provvedimento legislativo. «Tra ottobre 2021 e ottobre 2025 - spiega il segretario generale di Confsal-UNSA, Massimo Battaglia - i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9 per cento, registrando un incremento di quasi otto punti percentuali superiore a quello dell'indice generale dei prezzi al consumo.Aumentare i buoni pasto non vuol dire solo intervenire su un benefit: è un modo relativamente rapido per proteggere il reddito reale proprio sulla voce di spesa più colpita». Anche Giordana Pallone, segretaria generale della Fp Cgil, è soddisfatta dello spiraglio che si è aperto, anche se «stiamo parlando solo di una bozza e di un contratto che deve ancora essere firmato», e insiste su un punto in particolare: «In legge di Bilancio andranno trovate le coperture per finanziare l'aumento dei buoni pasto perché le amministrazioni da sole non hanno le risorse per farlo».Il timore è anche che un aumento dei buoni pasto non finanziato dallo Stato ma dalle singole amministrazioni, porti a incrementi a "macchia di leopardo" e uno "spread" degli stipendi tra un'amministrazione e l'altra.Secondo Marco Carlomagno, segretario generale della Federazione lavoratori pubblici, la norma inserita nella bozza del contratto delle Funzioni centrali, scritta in questo modo rischia di portare a iniquità: «I dipendenti pubblici a pranzo hanno tutti diritto allo stesso pasto, così invece corriamo il rischio che quelli di un ministero "ricco" mangino di più dei loro colleghi di un ministero "povero". Lo Stato deve farsi carico di questo intervento: abbiamo calcolato che basterebbero 180 milioni di euro per portare i buoni pasto dei dipendenti coinvolti a 10 euro».I rinnovi Il nuovo contratto dei ministeriali garantirà aumenti fino a 208,80 euro lordi al mese. Intanto ieri all'Aran c'è stato un nuovo tavolo per il rinnovo del contratto 2025-2027 dell'Area Sanità, trattativa che interessa circa 138 mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra medici, dirigenti sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.Le risorse per il rinnovo sono pari a 322,71 milioni di euro per il 2025, 645,43 milioni per il 2026 e 968,14 milioni a decorrere dal 2027. L'incremento medio previsto per 13 mensilità è pari nel complesso a 561 euro. Insomma, la macchina dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego prosegue a pieno ritmo.Questa settimana l'Aran ha illustrato ai sindacati anche gli aumenti stipendiali del contratto del comparto Sanità per il triennio 2025-27, che riguarda 590 mila lavoratori, dagli infermieri alle ostetriche. Le buste paga faranno uno scatto in avanti di 209 euro al mese. Attesi arretrati intorno a 1.200 euro.Nel primo trimestre 2026 sono stati firmati 7 contratti, di cui uno nella Pubblica amministrazione relativo al triennio 2022-2024. I contratti in attesa di rinnovo a fine marzo erano 29 per circa 4,1 milioni di dipendenti coinvolti: 1,2 milioni nel settore privato e 2,8 nella Pubblica amministrazione. L'indice generale delle retribuzioni contrattuali nella Pa, ha rilevato l'Istat, a marzo ha registrato una variazione tendenziale del 3,2%.







