HomeUmbriaCronacaL’altra faccia della cultura. Offerta fitta e capillare ma l’indotto non è al topDallo Studio Symbola emerge che non è tutto oro quello che riluce. Il comparto è vivace ma quanto a ricchezza siamo sotto la media .Dallo Studio Symbola emerge che non è tutto oro quello che riluce. Il comparto è vivace ma quanto a ricchezza siamo sotto la media .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon tutto è oro quello che riluce e spesso i numeri raccontano altre verità. Lo dimostrano i due Rapporti 2026 sull’analisi dell’indotto creato dal comparto cultura e spettacoli. Uno è quello elaborato della Siae e l’altro è quello di Symbola. Messi a confronto emergono considerazioni spesso discordanti. Sabato scorso la Camera di Commercio dell’Umbria aveva messo in fila i dati della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori): 66.710 spettacoli, 3,57 milioni di presenze e 78,3 appuntamenti ogni mille abitanti, il valore più alto d’Italia. Trend che raccontava una regione policentrica, con teatri, festival, cinema e musica diffusi anche nei borghi e nei centri minori. Una settimana dopo, il “Rapporto Io sono Cultura“ 2026 (realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte), sposta l’osservazione dietro i cartelloni e dentro la macchina produttiva. Le due rilevazioni, lette insieme, mostrano lo scarto: l’offerta culturale è fitta e capillare, mentre ricchezza e lavoro restano sotto le medie italiana e del Centro. Nel 2025 il sistema produttivo culturale e creativo dell’Umbria ha prodotto 1 miliardo e 105 milioni di euro di valore aggiunto e sostenuto 19.081 occupati.
L’altra faccia della cultura. Offerta fitta e capillare ma l’indotto non è al top
Dallo Studio Symbola emerge che non è tutto oro quello che riluce. Il comparto è vivace ma quanto a ricchezza siamo sotto la media .













