Vigevano. Non ci sono buone notizie per i pendolari lomellini, neanche all’indomani della pubblicazione dell’ennesimo accordo di programma tra Ministero delle infrastrutture e Rfi, con 4 miliardi di euro di nuove risorse. I soldi andranno altrove: potenziamento dei collegamenti tra Milano e i capoluoghi di provincia (come Cremona e Mantova); linea per l’aeroporto di Orio al Serio e poco più. Nonostante che siamo a luglio 2026 inoltrato, il documento appena presentato contiene l’aggiornamento 2025 del contratto di programma (nella parte degli investimenti) del quinquennio 2022-2026 tra Ministero delle infrastrutture e Rfi. Il raddoppio della Milano-Mortara rientra solo per indicare i soldi che mancano per i vari tratti: per i binari tra Albairate e Abbiategrasso servono 311 milioni di euro; tra Mortara e Abbiategrasso un miliardo 540 mila euro. «Oltretutto – spiega Franco Aggio, presidente dell’associazione MiMoAl, che raccoglie i pendolari della linea Milano-Mortara – non ci sono previsioni neanche nel medio termine». Se ne riparla, insomma, dopo il 2031, visto che il documento ha una valenza quinquennale. «Questa è la dimostrazione – prosegue Aggio, tutt’altro che sorpreso dall’ennesimo passo falso della Milano-Mortara – che i progetti non sono mai stati inseriti nei programmi di sviluppo, nonostante i tanti annunci. In Regione ci sono due assessorati (Trasporti e Infrastrutture, ndr) che confliggono come competenze». E dire che di lavori da fare ce ne sarebbero e pure molti. Il secondo binario manca da Mortara ad Albairate, per oltre 26 chilometri. Da tempo si ipotizza un raddoppio selettivo: tralasciando le aree maggiormente urbanizzate, come i centri di Vigevano e Abbiategrasso, per risparmiare soldi. Nel Pnrr c’era uno stanziamento per raddoppiare da Albairate ad Abbiategrasso, con il secondo binario che sarebbe arrivato nei pressi dello stadio della città milanese: circa 5 chilometri. Purtroppo, tra l’aumento dei costi e un progetto non impeccabile (almeno a livello di scarichi idrici), non se ne fece nulla. Ci sono poi le necessità connesse: con il raddoppio ad Abbiategrasso, quest’ultima stazione dovrebbe avere almeno quattro binari, per attestare la linea suburbana S9, come attualmente (dal 2009) succede ad Albairate. C’è poi da mettere mano al nodo di Milano: le stazioni di San Cristoforo e Romolo hanno bisogno di essere velocemente adeguate al numero di pendolari che le sfruttano, ovvero migliaia di persone al giorno: un’eventualità che andava prevista con la chiusura del capolinea di Porta Genova. Proprio oggi finisce la seconda interruzione programmata della cosiddetta “cintura Sud di Milano” (il tratto tra San Cristoforo e Scalo Porta Romana) per i lavori di manutenzione al ponte sul Naviglio Grande. Infine, c’è da dare un senso alla suburbana S19: attualmente i treni circolano tra Albairate e Milano Rogoredo, ricalcando il percorso (ma con più fermate) della Milano-Mortara e in buona parte della S9. L’associazione MiMoAl, tra gli altri, si era fatta promotrice di un’estensione, quanto meno fino a Melegnano, per dare una logica a un servizio che rischia solo di intasare le linee milanesi, finendo con creare ritardi ai pendolari.