Bergamasco, classe 1999, sono diplomato al Liceo Scientifico dal 2018 e laureato in Lettere Moderne dal 2022. Atalantino da sempre.

na soltanto è la squadra già incontrata nella storia dall’Atalanta tra quelle presenti nel primo turno preliminare di questa Conference League. All’FK Sarajevo, nell’estate 2018, i nerazzurri ne diedero 8 al ritorno dei preliminari di Europa League, scacciando i dubbi di un 2-2 frustrante della gara di andata con la vittoria più larga di sempre per i bergamaschi. Da quel 2 agosto, una delle poche cose rimaste intatte della squadra bosniaca è il catino dell’Olimpijski Stadion Asim Ferhatović Hase, bollente 365 giorni all’anno, in qualsiasi contesto e con qualsiasi condizione atmosferica. Sono cambiati l’allenatore, sono cambiati tutti i giocatori, è cambiata per due volte la proprietà – passata nel 2019 dal miliardario malese Vincent Tan alla cordata guidata dal vietnamita Nguyễn Hoài Namma, trasmessa da quest’ultimo all’imprenditore bosniaco-statunitense Ismir Mirvić tra l’agosto 2021 e il dicembre 2025 -, ma la presenza nei primi calci internazionali per club in piena estate sono una costante. Dal 2021/22, ogni anno è protagonista dei primi preliminari della Conference League, raggiunti grazie ai piazzamenti galleggianti tra il 2° e il 4° posto nella Premier League di Bosnia ed Erzegovina. Stavolta incontra i finlandesi dell’Inter Turku: in ottica atalantina, è poco stimolante interessarsi ora ai risultati – nella passata stagione, per esempio, nessuna delle vincitrici dei primi turni preliminari di Conference League è giunta ai playoff, venendo estromessa prima dalle “retrocesse” dai preliminari di Champions o Europa League o dalle new entry più quotate nelle due eliminatorie successive -, ma spulciare l’andamento dei bosniaci riapre una finestrella di memoria che non evoca ricordi poi così brutti. Specialmente perché, ormai da un anno, la numero 10 e la fascia di capitano dell’FK Sarajevo sono su spalle e braccia di uno che l’Atalanta l’ha affrontata 11 volte in carriera.