HomeBresciaCronacaIl banchiere occulto Lihe Hu era al servizio della mafia e al centro di una rete di estorsioni: sequestrati 1,5 milioni di euroBrescia, l’imprenditore cinese faceva da “lavatrice“ ai proventi del narcotraffico. La Procura ha tracciato operazioni del valore di 55 milioni di euroIl destinatario della misura è il 43enne cinese Lihe Hu nome già noto alle cronache per essere stato coinvolto in varie inchieste della procura brescianaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrescia, 19 luglio 2026 – Era già stato condannato due volte per legami con l’ndrangheta e per aver fatto da “lavatrice“ ai proventi dei narcotrafficanti. Plurindagato, ora la giustizia dopo il passaggio penale, ha calato la scure sul suo patrimonio: la confisca di beni pari a un milione e mezzo di euro. Il destinatario della misura è il 43enne cinese Lihe Hu, nome già noto alle cronache per essere stato appunto coinvolto in varie inchieste della Procura bresciana.

L’inchiesta avviata nel 2021

Nelle scorse ore gli investigatori della Mobile con della Divisione anticrimine della questura e i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Finanza di Brescia gli hanno notificato un decreto di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale. L’uomo, un imprenditore di Travagliato, era finito nella rete di “Atto finale“, operazione condotta dalla polizia di Stato e dalle Fiamme gialle, sfociata nell’ottobre 2021 in 14 misure cautelari per altrettanti soggetti appartenenti a un sodalizio contiguo ad ambienti ‘ndranghetisti. Grazie a una ventina di società ‘cartiere’ costituite sull’asse Italia- Polonia nel settore dei metalli ferrosi, della plastica e del legno, il gruppo era accusato di aver messo in piedi una frode fiscale basata su fatture per operazioni inesistenti per un valore di oltre 55 milioni, emesse a vantaggio di aziende locali.