Villacidro.19 luglio 2026 alle 00:34Deciso l’ingresso nel Comitato nazionale, li coltivano settecento aziende

Pende dai rami l’oro “giallo” e “rosso” di Villacidro, quello degli agrumi che hanno saputo ritagliarsi una forte spinta nell’economia locale e anche oltremare. Un percorso di valorizzazione che ha permesso l’ingresso nel neo comitato nazionale, nato per promuovere l’associazione “Città degli agrumi”. E i numeri da giocare su questa nuova ruota fanno ben sperare. Ne è convinto uno dei più grossi produttori locali di agrumi, Antonio Pero, che ha saputo coniugare tradizione e innovazione: «Per essere vincenti devi essere al top: oltre che sulle nuove tecniche e sui mezzi, ho puntato su varietà che estendono il calendario di raccolta, da ottobre a giugno»

Grandi aziende

Tramontato il mito dell’industria, i villacidresi hanno riscoperto l’agricoltura, in particolare le arance. Tante piccole aziende si sono unite e il boom della produzione è stato immediato. «Oggi», ricorda il vicesindaco, nella doppia veste di produttore, Dario Piras, «il successo è nei numeri: 700 aziende, 650 ettari di agrumi, 80 mila quintali di prodotto tra le quattro varietà di arance più diffuse: Washington, tarocco, navelline, lanelate, clementine, mandarini, limoni, 182 produttori dell’Associazione agricoltori villacidresi che, da questo settore, ricavano reddito, tanti gli hobbisti. Il cuore pulsante è la valle del Rio Leni». Numeri importanti, come sottolinea il direttore dell’associazione, Matteo Cabriolu: «Nati nel 1970, siamo in crescita: abbiamo soci di Muravera, di Serramana e altri comuni dove nostri concittadini si sono trasferiti, portando con sé la passione degli agrumeti. L’ultima varietà, lanelate, ha permesso di allungare la stagione».