Una storia che ha scosso l’Italia intera, quella raccontata in «Se domani non torno», diretto da Paola Randi, che ripercorre la vicenda di Giulia Cecchettin, ispirandosi al libro Cara Giulia – Quello che ho imparato da mia figlia, scritto dal padre Gino e da Marco Franzoso (edito da Rizzoli), e presentato ieri in anteprima al «Giffoni film festival» e atteso nei cinema dal 5 novembre. Nel cast Filippo Timi nel ruolo del padre, Tecla Bossa in quello della sorella Elena e Sabrina Martina in quello di Giulia. Il film non si sofferma sulla fine della vita della ventiduenne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, condannato all’ergastolo. Ma «racconta la storia di una ragazza che ha pagato la sua scelta, forse, con la vita, che va ricordata e celebrata. Giulia non è soltanto le sue ultime due ore di virra, ci sono altri 22 anni prima», ha ricordato il padre, che ha creato insieme ai figli la Fondazione Giulia Cecchettin per sensibilizzare sulla violenza di genere. «Abbiamo anche una responsabilità civile nei confronti degli altri ed il film è un modo per aiutare chiunque: il dolore che abbiamo vissuto se non viene raccontato opportunamente, potrebbe essere ripetuto e, questo, non lo vorremmo mai».