Risoluzione desiderata:

Due vecchi amici che, ora che il gioco si fa durissimo, si sono ritrovati alla Trump Tower per farsi i complimenti

Uno e trino, ancora più di Messi o di Haaland o del portiere Vozinha, il vero personaggio del Mondiale è il suo deus ex machina, Gianni Infantino, l'uomo onnipresente che in questo mese sul suo aereo privato ha percorso 93 mila chilometri, due volte il giro del mondo intorno all'equatore compreso il viaggio di qualche giorno fa in Qatar, dove ha la residenza, per i funerali del padre dell'emiro Al Thani: Infantino ha definitivamente trasformato il calcio in uno show globale e la Fifa in una multinazionale, la Fifa ha più nazioni affiliate dell'Onu, teoricamente è un'organizzazione no profit ma con questi Mondiali ha messo su un fatturato di tredici miliardi di dollari.

Il rapporto tra Infantino e Trump

Infantino è ovunque da tre edizioni dei Mondiali, era con Putin a Mosca nel 2018, con Al Thani quando poggiava il bisht, il mantello tradizionale arabo, sulle spalle del vincitore Lionel Messi nel 2022, era nell'ufficio della Casa Bianca il 17 gennaio 2025 con Donald Trump, pronto a consegnargli il premio Fifa per la pace, un surrogato del premio Nobel. Due vecchi amici che, ora che il gioco si fa durissimo, si sono ritrovati alla Trump Tower per farsi i complimenti: "Il sogno americano, Mr president, è diventato realtà", ha detto Infantino. "Io voglio ringraziare Gianni", ha contraccambiato Trump, "non c'è nessuno come lui".Relazione pericolosa, a Trump dai una coppa e si prende un braccio e ha già detto che il prossimo Mondiale lo vorrebbe tutto per sé senza Messico e Canada e ha detto che il ct dell'Inghilterra ha fatto una castroneria a far giocare in difesa il suo compagno di golf, il centravanti Harry Kane, ed è diventato un caso la telefonata di Trump per togliere la squalifica all'attaccante degli Stati Uniti, Balogun, era successo una volta nel '62 con Garrincha prima della finale Brasile-Cecoslovacchia, allora chiamò il presidente cileno Jorge Alessandri, ma era stato per amore del calcio. Eppure non si può negare che questo Mondiale planetario a quarantotto squadre, meno Europa e più resto del mondo, sia stato un successo, uno dei più grandi eventi globali di sport trading, con un giro d'affari da cinquanta miliardi di dollari, picchi di 100 mila scommesse al minuto, boom di ascolti tv, record di presenze negli stadi, 7 milioni di spettatori il costo di un biglietto per la finale è arrivato a due milioni di euro, La prossima frontiera è il Mondiale a 64 squadre, "così riuscirà a partecipare anche l'Italia" era stata la battuta di Infantino che però vorrebbe fare un double Stati Uniti-Cina, Infantino, l'uomo che ha trasformato il calcio nella gallina dalle uova d'oro ma gli ha venduto l'anima.