di Gino Zavalanisabato 18 luglio 20263' di letturaQualche giorno fa la redazione di Report ha diffuso un comunicato votato all’unanimità per esprimere solidarietà a Sigfrido Ranucci. La nota rivendica trent’anni di inchieste, annuncia iniziative pubbliche e promette che tutta la squadra continuerà a lavorare alla prossima stagione «con rinnovato impegno, indipendenza e libertà». Il messaggio è evidente: Report è compatta e sta tutta con il suo conduttore, nonostante l’affaire Valter Lavitola e le domande sollevate da Esperia sul sui libro La scelta, vero o romanzato che sia.Dietro questa rappresentazione monolitica, però, il quadro sembra meno sereno. Il Corriere della Sera, in un articolo di Simone Canettieri, aveva già raccontato i timori interni per le ricadute del caso Lavitola e riportato una frase attribuita da Ranucci ai colleghi: «Se avete dubbi lascio Report». Parole che restituiscono una redazione attraversata da interrogativi. Lo stesso articolo annunciava una riunione degli inviati per discutere la situazione. C’è poi un elemento ancora più significativo. Noi di Esperia non ci saremmo messi a leggere il libro di Ranucci senza una segnalazione precisa sui passaggi più delicati. C’è stata. Questa segnalazione ci è arrivata proprio dall’interno di Report. Grazie a una fonte interna abbiamo letto e analizzato le pagine nelle quali il conduttore rac conta rapporti personali nati nel perimetro professionale di cui vi abbiamo raccontato anche su Libero.Report, Unirai a Ranucci: "Faccia un passo indietro, la trasmissione non è sua"«Chiederete all’azienda la sospensione di Ranucci?». La collega Sara Verta, presidente del sindacato U...INTRECCI