L’ingegnere ha disinvestito dal dollaro puntando su crypto e oro anticipando proprio le mosse del presidente Usa. Maxi prestito dalle banche (590,61 milioni) restituito a tempo record
Con Donald Trump, che ha definito «un imbroglione fallito» Carlo De Benedetti è diventato ricco come non gli accadeva più da anni. La sua holding Romed ha infatti chiuso il 2025 con un utile netto di 26,92 milioni di euro dopo svalutazioni e rettifiche sulle partecipazioni. Il 2024 si era chiuso con un utile di 1,141 milioni di euro, mentre il 2023 aveva archiviato una perdita di 19,77 milioni di euro. La svolta è venuta proprio dal fiuto con cui l’Ingegnere ha saputo prevedere le mosse del presidente Usa da lui avversato, cambiando al volo tutti i suoi investimenti finanziari.
Zingales spiega come sono state anticipate le scelte della Trump economy
«L’esercizio è stato caratterizzato», spiega nella nota integrativa al bilancio il presidente di Romed, Riccardo Zingales, «da un positivo risultato della gestione finanziaria a breve termine, la quale ha evidenziato un risultato positivo di 53 milioni al netto di ogni onere finanziario». E aggiunge: «L’esercizio 2025 è stato caratterizzato da un contesto macroeconomico turbolento in ragione delle politiche Statunitensi e degli eventi bellici ancora oggi in corso. Gli eventi che hanno quindi caratterizzato l’anno sui mercati finanziari sono stati dapprima la sconfitta dei populismi in Germania, con relativa svolta della stessa verso il ritorno alla spesa per la difesa, e poi le politiche Trumpiane (dazi e Genius Act) culminate nel famoso “Liberation Day”. Tali eventi hanno generato alcuni trend molto marcati, quali l’indebolimento del dollaro contro euro, il rialzo delle cryptovalute (ritracciato solo a fine anno) ma soprattutto la prosecuzione del rialzo dei metalli preziosi (il cosiddetto “debasement trade”), grazie al passaggio di riserve da parte delle banche centrali da dollaro a oro. Su questi trend la società ha costruito il risultato operativo».






