Il ginocchio ha fatto le bizze e la Nazionale di pallavolo potrà seguirla solo da spettatrice-tifosa, ma Cristina Chirichella, napoletana dei Colli Aminei, "alza il muro" e rasserena gli ambassador che la incalzano, nella sala De Masi che ospita il format Giffoni Sport: "Ritorno tra otto mesi dopo l'intervento chirurgico ma giocherò ancora per molti anni". Rottura del crociato anteriore: "A cinque giorni dalla semifinale Champions, è una mazzata e mi è caduto il mondo addosso - racconta - ma trovo conforto nella mia famiglia, la cerchia di amici, il fidanzato, casa mia", dice durante l'incontro moderato dalla giornalista di Sky Sport, Roberta Noè.

Casa significa Napoli, perché Cristina la principessa di papà, partita dalla sua città a 14 anni, in fondo non è mai cambiata. Papà Giuseppe è in platea, insiema a mamma Sonia. “All’inizio lasciare casa è stato molto difficile. Avevo 14 anni e tutto il mio mondo era Napoli. I miei genitori mi hanno aiutato a prendere questa strada, mi hanno portato con la manina e mi hanno detto: male che vada, torni qui. Mio padre mi chiamava principessa ed è rimasto il mio soprannome anche da giocatrice. Sono andata via ma non l’ho mai fatto davvero: torno a Napoli in estate, amo il mare. A 12 anni ero già alta un metro e ottanta: i miei coetanei mi arrivavano alla pancia. Avvertivo questa diversità, non immaginavo che avrei giocato la pallavolo ad alto livello e quindi vivevo la mia altezza quasi con il magone, un po’ con dubbi. Ho iniziato a giocare a pallavolo quasi per caso e con le mie compagne di scuola". Salernitana, l'ipotesi di Malagò sullo stadio Arechi: "Finisce nella lista B di Euro 2032"La prima società è stata la CGA, ai Colli Aminei. Cristina, centrale extralusso della pallavolo italiano, in realtà non voleva fare questo ruolo, piuttosto la palleggiatrice. Poi l'altezza ha fatto selezione e lei ha fatto incetta di vittorie. A Giffoni dribbla con eleganza la domanda sulle decisioni-scelte di coach Velasco. Ma l'amore per la Nazionale e per la maglia azzurra è sconfinato: "Ho seguito la VNL e le partite. Vedo che le ragazze si stanno rodando, sono molto giovani. Adesso stanno arrivando le veterane e insieme avranno un mese per preparare l’Europeo. Ne hanno passate tante, si conoscono e daranno filo da torcere alle squadre che incontreranno. Guarderò gli Europei maschili e femminili, sicuramente le partite clou. Dipende tutto da loro: a livello europeo, le squadre sono molto competitive. Non dimentichiamo Turchia, Belgio, Olanda, Germana. Ma noi siamo l’Italia. Abbiamo affrontato tante finali quando ero anche io capitano e sono felice di aver avuto una parentesi nella Nazionale, durante la quale le ragazze si affidavano anche a me".