Vivono da mesi senza corrente elettrica, in attesa dell’allaccio richiesto a dicembre scorso. Padre, madre e due bimbe di 9 e 6 anni. Quattro generatori di corrente bruciati, cinquanta euro di gasolio ogni due giorni. Senza riscaldamento d’inverno e senza condizionamento d’estate. Con una quotidianità in cui occorre programmare ogni più piccolo gesto, che magari sembra scontato, come usare il frigo, o il forno, o accendere una luce in una stanza. Tutto è volto al risparmio, in attesa che qualcuno si faccia vivo. Sulla parete di casa campeggia, come fosse una sorta di manifesto della beffa, il riquadro vuoto dovrà prima o poi arriverà il contatore dell’energia.

«Mio marito è costretto a letto da una patologia cardiaca, ha la pressione molto bassa e il caldo di questi giorni lo mettono a rischio» spiega Desire Casella, che in questo periodo sta facendo il diavolo a quattro per risolvere il problema dell’allaccio. Senza elettricità non ci può essere il condizionatore, che peraltro è già installato. Quindi la famiglia vive in balia del meteo. «Quest’inverno» racconta la Casella, «le mie figlie sono state per qualche tempo a casa dei miei suoceri».

Desire Casella e Donato Argese sono due braccianti agricoli di Villa Castelli, che hanno acquistato una casa a Specchia Tarantina, una contrada molto popolosa proprio tra la loro città d’origine e Martina Franca. La loro abitazione non è sperduta, è a pochi metri dalla provinciale. Può sembrare una beffa, ma sulle loro teste, a pochi metri dall’abitazione, passano i cavi dell’alta tensione. A 70 metri c’è un b&b con piscina. Loro invece vivono attaccati a un generatore di corrente.