Pavia. Tra controlli in presenza, telefonate e appuntamenti fissati, sono circa una quarantina le persone già entrate in contatto con il “cold spot” della Casa di comunità di Pavia, un nuovo servizio attivato lunedì per gestire le persone con possibili complicanze legate al caldo torrido di questa estate segnata dalle ondate di calore. L’obiettivo: offrire un riferimento agli anziani, ai malati e ai fragili (cioè i più esposti agli effetti avversi delle alte temperature) con l’intenzione di ridurre gli accessi in pronto soccorso, sgravando il reparto d’urgenza dai casi meno gravi. Secondo quanto riferito dal policlinico, nel corso della prima ondata di caldo dell’estate si è registrato un significativo aumento degli accessi. «Si tratta di un servizio gratuito ad accesso libero. Ai pazienti che si presentano viene fatta una prima valutazione dei parametri da parte dei nostri infermieri e, nel caso sia necessario, anche dal medico. Quando necessario, è inoltre possibile attivare il monitoraggio telefonico, l’assistenza infermieristica a casa o l’intervento della continuità assistenziale». Lo spiega Raffaella Brigada, direttrice di distretto dell’Asst, l’ente che gestisce ospedali del territorio e Case di comunità. Quello di Pavia è il primo cold spot della provincia e, più che un ambulatorio separato, è un percorso di assistenza ideato con l’obiettivo collaterale di far conoscere anche i servizi della Casa di comunità, affinché i pazienti la percepiscano come il riferimento territoriale per le loro necessità di salute. Queste strutture sono il simbolo della trasformazione della medicina territoriale, catalizzata anche dagli ingenti investimenti, i cui risultati più rilevanti si vedranno quando termineranno i lavori nella struttura. Buona parte dei servizi e degli ambulatori specialistici è già attiva (altri arriveranno in futuro), e l’intenzione è quella di rendere la Casa di comunità un riferimento per i bisogni di salute meno urgenti, mantenendo sempre aperto il dialogo con il medico curante dei pazienti e con le altre strutture, qualora servissero altri accertamenti. «Se attraverso il cold spot la gente comincia a conoscere i nostri servizi, magari in inverno la gente si rivolgerà a noi prima di andare subito in pronto soccorso, quando ci sarà la stagione influenzale» prosegue Brigada. Il servizio del cold spot è attivo dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle 20) e al primo anello della catena di assistenza, c’è il punto unico di accesso: una sorta di sportello informazioni per i pazienti in cerca di risposte ai loro bisogni. È disponibile per i pazienti una stanza climatizzata e dotata di poltrona, che consente alle persone transitate dal “cold spot” di rinfrancarsi, prima di uscire dalla Casa di comunità. Il progetto contro l’emergenza caldo è nato dalla collaborazione tra Asst, policlinico San Matteo e Ats Pavia. «L’accesso al cold spot è libero ma anche su invio del medico di base o attraverso il numero della continuità assistenziale (116117)» prosegue Brigada.