A Teodoro, al mio Prof, devo dire un immenso, infinito grazie per tutto quello che mi hai dato, insegnandomi, sempre con il tuo fare distinto, cosa fosse l’impegno e la serietà. Oggi la comunità scientifica piange una figura insostituibile, ma per me il vuoto è tutto privato, quotidiano. Mi mancherai immensamente, mio maestro. Buon viaggio, Prof!

Ciao Prof, ho aspettato un po’ di tempo prima di scriverti questa lettera perché in realtà è un qualcosa che non avrei mai voluto fare. Trovare le parole per dirti addio significa accettare una realtà che ancora mi sembra impossibile. Il nostro primo incontro è avvenuto esattamente vent’anni fa.

In questo tempo, ho ammirato sopra ogni cosa la tua intelligenza brillante, la tua tenacia e una forza di volontà fuori dal comune. Sei stato capace, in tutta la tua vita, di mettere insieme tantissime cose che per altri sarebbero state inconciliabili: la passione viscerale per quello che facevi, uno spirito di sacrificio immenso e anche quella notevole, strutturata testardaggine che derivava orgogliosamente dal tuo essere abruzzese. Quella determinazione incrollabile, tipica di una terra forte e gentile, che ti portava a non arretrare mai di fronte alle difficoltà, trasformando ogni ostacolo in una sfida da vincere.