| 18 Luglio 2026 15:02 |
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(Adnkronos) – La barriera tra la città e il mare comincia a sgretolarsi. A Ostia, dove per decenni gli stabilimenti balneari hanno segnato il confine tra strada e spiaggia, il Comune avvia una rivoluzione dell’accesso al litorale: più spiagge libere, meno concessioni e nuovi varchi per restituire ai cittadini un tratto di costa che molti considerano un bene pubblico. Un reportage del Times racconta questa ‘rivoluzione’, descrivendo una “ribellione” contro il sistema degli stabilimenti balneari e la richiesta di restituire ai cittadini un bene pubblico sempre più conteso.
Sul lungomare di Ostia, il segno più evidente del cambiamento è un grande vuoto. È lo spazio lasciato dall’abbattimento di uno dei più noti beach club della zona, con ristorante dai pavimenti in marmo, colonne bianche e cabine sulla spiaggia. Oggi sono rimaste soltanto le ampie scalinate che un tempo accoglievano i clienti e che ora conducono direttamente alla sabbia libera e al mare. È da qui che parte il reportage, che racconta Ostia come il simbolo di una trasformazione più ampia: la sfida al modello degli stabilimenti balneari, accusati dai critici di aver trasformato ampie porzioni di costa pubblica in spazi a pagamento, con file di ombrelloni e accessi spesso limitati.







