Per prendersi cura di una colonia felina aveva messo a disposizione cibo, acqua e ripari, occupandosi anche di sterilizzazioni e cure veterinarie. Ma quella stessa attività l'aveva portata davanti a un giudice, dopo le lamentele di una residente per le deiezioni e i cattivi odori provocati dai gatti. Ora la Cassazione ha cancellato la condanna: accudire i felini non significa automaticamente diventare responsabili di tutto ciò che fanno.

La donna che si prendeva cura dei gatti randagi

Era iniziato tutto con un gesto semplice e, per molte persone, quotidiano: dare da mangiare a una colonia di gatti randagi.

La donna si occupava degli animali, forniva loro cibo e acqua e aveva predisposto anche alcuni ricoveri. Non si limitava, secondo quanto emerso nel processo, a nutrirli: aveva riferito di essersi occupata anche della loro sterilizzazione e delle cure veterinarie.

Un'attività di accudimento che, tuttavia, aveva finito per creare tensioni con una residente della zona.