<p>La piazza italiana è rimasta un posto <strong>attraente per gli operatori finanziari</strong> anche nel <strong>primo semestre del 2026</strong>.
Il mercato azionario continua a evidenziare i difetti degli ultimi 15 anni, richiamati in questi giorni dalla relazione annuale della Consob, soprattutto in riferimento a un listino che continua a restringersi.
Ma è capace di sfoggiare anche i suoi<strong> pregi</strong>, tra i quali è degna di nota la <strong>vitalità dei suoi operatori</strong>.
Nei primi sei mesi dell’anno i <strong>controvalori </strong>scambiati dagli intermediari in conto terzi hanno registrato un significativo <strong>incremento per le azioni (+18,62%)</strong> nel principale mercato gestito da Borsa Italiana (<strong>Euronext Milan Domestic</strong>), su cui ha influito anche l’aumento delle quotazioni dei titoli e il maggior interesse di intermediari stranieri che hanno investito a Piazza Affari, dando maggiore spessore alle contrattazioni di Borsa. </p> <h2></h2> <h2><strong>I mercati obbligazionari</strong></h2> <p>Più contrastato è stato l’andamento dei mercati obbligazionari: alla significativa<strong> crescita dei controvalori (+11%) nel domestic Mot</strong>, anche grazie alle <strong>emissioni dei Btp Italia Sì e Btp Valore</strong>, si è contrapposta la <strong>diminuzione </strong>delle <strong>negoziazioni su EuroTlx</strong> (obbligazioni societarie).








