Tra le diverse tipologie di strumenti quotati a piazza Affari, gli Etf (compresi gli Etc su materie prime e gli Etn/Etp) rivestono grande importanza per l’ampiezza, la diffusione e la crescita costante del mercato.
L’EtfPlus di Borsa italiana, terzo mercato europeo e secondo nell’Eurozona dopo lo Xetra di Francoforte, spicca per numerosità di prodotti trattati (2.365 all’8 maggio, +14,6% rispetto a 12 mesi fa), per controvalori scambiati e masse gestite, pari a 208 miliardi di «asset under management» (Aum), a fine aprile 2026, presso Montetitoli, ora parte di Euronext Securities Milan.
Una dimensione di rilievo, se confrontata con una capitalizzazione del mercato azionario che all’8 maggio era pari a 1.147 miliardi e con un controvalore scambiato da inizio 2026 di 363 miliardi.
Si consideri che gli scambi complessivi di covered warrant e certificates su SeDeX e Cert-X di Borsa italiana sono stati pari a 13,7 miliardi di euro nei primi quattro mesi dell’anno.
L’obiettivo dichiarato è la riduzione della frammentazione del mercato e il miglioramento dell’efficienza nella negoziazione e distribuzione di Etf in senso lato (quindi Etp, che comprendono anche Etc e Etn), tentando di risolvere l’annosa problematica legata alla dispersione della liquidità causata dai listing multipli, cioè la quotazione dello stesso prodotto su differenti piazze, che può comportare spread denaro-lettera più elevati e meno efficienza in fase di negoziazione.






