Da un lato Piazza Affari la quale, ai massimi dal 2007, ha superato la soglia psicologica dei 42.000 punti. Dall’altro, Wall Street che - come un disco incantato sullo stesso ritornello - ha nell’intraday aggiornato l’ennesimo record storico. Il tutto con il Vix che - in ulteriore calo - è arrivato a danzare in area 14. Cioè: un livello ben inferiore a quello di inizio aprile scorso, quando Donald Trump ha dato il «la» alla disfida globale dei dazi.
La corsa di Piazza Affari
Così può riassumersi l’ultima seduta dei mercati. Una giornata la quale, sul fronte del Vecchio continente, è stata confermata la corsa del listino italiano. Da inizio anno, il Ftse Mib guadagna (senza contare il dividendo) il 23,4%. Si tratta di una performance importante, seconda solamente a quella della Borsa spagnola la quale, sempre nel 2025, è salita del 29,5%.
Più staccato, invece, il plotoncino degli altri principali listini. Il Dax 30 - che deve ricordarsi è un indice total return - è cresciuto del 21,5. Parigi e Londra - da canto loro - devono accontentarsi rispettivamente dell’incremento del 5,7 e 12,1%. Il paniere Stoxx Europe 600, infine, dal primo gennaio sale dell’8,5%.
Insomma, i numeri parlano chiaro: il rally di Borsa Italiana è nei fatti. Si tratta, a ben vedere, di un andamento che è stato sostenuto da diversi settori. In primis, c’è il mondo bancario che - nel 2025 -è cresciuto del 51,2% con - più in generale - il comparto dei titoli finanziari che segue a ruota (+45,6). Bene, gli stessi settori industriale (+35,3%) , assicurativo (+25,2%), delle Tlc (+35,3%) e dei viaggi e tempo libero (+69,2%).






