Fossati con coccodrilli intorno alle carceri. Non una formula fiabesca e nemmeno medievale, ma una progetto fortemente sostenuto dal ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Ben Gvir e che ora compie un nuovo passo avanti. La ministra della Protezione ambientale Idit Silman, esponente del Likud, ha infatti riclassificato il coccodrillo del Nilo come animale selvatico “sottoposto a gestione”, una decisione che potrebbe consentire di ospitare i grandi rettili anche in strutture diverse da zoo autorizzati e santuari. Il progetto di utilizzare coccodrilli nelle strutture penitenziarie israeliane in cui vengono detenuti prigionieri palestinesi per motivi di sicurezza.L’ipotesi era stata avanzata da Ben Gvir già nel dicembre scorso durante un incontro con il capo del Servizio penitenziario Kobi Yaakobi. Un progetto preso seriamente in considerazione dalle autorità penitenziarie, tanto che a gennaio alcuni rappresentanti del Servizio penitenziario hanno visitato l’allevamento di coccodrilli di Hamat Gader, nel nord di Israele per valutare - pare - la possibilità di procurarsi gli animali per finalità legate al sistema carcerario. Tra le ipotesi esaminate ci sarebbe anche la realizzazione di una struttura nei pressi di Hamat Gader, a sud del Mar di Galilea. Il primo carcere interessato dal progetto, secondo quanto riportato dai media ebraici, potrebbe però essere quello di Ketziot, nel sud di Israele, dove sono detenuti principalmente prigionieri palestinesi per motivi di sicurezza.A opporsi al piano resta l’Autorità per la natura e i parchi che ha sottolineato come la normativa consenta di detenere questi animali soltanto per scopi educativi e di ricerca. “Dobbiamo proteggerli; non sono loro che devono proteggere noi. Questo non è lo spirito della legge”, ha dichiarato un funzionario dell’Autorità ai due ministri, secondo Ynet. La riclassificazione decisa da Silman attribuisce la possibilità di consentire la detenzione di coccodrilli in specifiche strutture carcerarie “alle condizioni stabilite dal direttore (dell’Autorità per la natura e i parchi), per impedire che interferiscano con la natura”.La questione dovrebbe ora tornare al centro della prossima riunione del plenum dell’Autorità per la natura e i parchi, dopo la scelta della ministra di procedere nonostante il parere della consulente legale.L’idea di Ben Gvir sembra ispirarsi al South Florida Detention Facility, conosciuto come “Alligator Alcatraz”, una struttura aperta dalla Casa Bianca e destinata alla detenzione, in questo caso, di migranti.