Un’inchiesta di Occrp ricostruisce i legami tecnici tra il password manager commercializzato in Europa e l’omonimo prodotto russo certificato da Fstec e Fsb. Non sono emerse prove di violazioni, codici malevoli o accessi ai dati dei clienti. Ma il passaggio degli aggiornamenti attraverso una società degli Emirati, gestita da uno dei fondatori russi, apre una questione di trasparenza e sicurezza della catena di fornitura
Passwork si presenta come un password manager europeo, con sede in Spagna e clienti tra amministrazioni pubbliche, università e grandi aziende. Ma un’inchiesta di Organized Crime and Corruption Reporting Project ricostruisce una storia più complessa: il software nasce in Russia, condivide ancora elementi tecnici con una versione certificata dalle autorità di Mosca e riceve aggiornamenti attraverso una società degli Emirati legata a uno dei fondatori originari. Non ci sono prove di violazioni o codici malevoli. Restano però aperte domande sulla trasparenza della filiera e sul controllo effettivo di un prodotto che custodisce alcune delle credenziali più sensibili delle organizzazioni che lo utilizzano.
Dalla Russia alla Finlandia, passando per gli Emirati
Il software Passwork venne sviluppato nel 2014 ad Arkhangelsk, città portuale della Russia settentrionale, dai programmatori Ilya Garakh e Andrey Pyankov. Nel 2017 l’attività europea fu trasferita in Finlandia attraverso Passwork Oy, partecipata dai due fondatori russi e dall’imprenditore finlandese Pekka Viljakainen.










