I raid incrociati tra forze iraniane e statunitensi sono continuati anche nella giornata di ieri. E, come ha rivelato il portale Axios, il prossimo arrivo di decine di aerei cisterna americani in Israele potrebbe essere l'indizio di un'ulteriore escalation. Un nuovo segnale d'allarme che giunge dopo altre 24 ore di intensi bombardamenti e di un blocco navale che sta paralizzando il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

Centcom, il comando centrale Usa che gestisce le operazioni in Medio Oriente, ha comunicato di avere colpito nelle ultime ore strutture costiere, siti per la sorveglianza marittima e infrastrutture logistiche con cui Teheran può controllare l'accesso al Golfo Persico. Tra i vari obiettivi presi di mira c'era anche la torre di sorveglianza del porto iraniano di Chahbahar Shahid Kalantari. Subito dopo l'ondata di attacchi Usa, è scattata la rappresaglia iraniana. Una pioggia di missili e droni che ha colpito le basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Qatar, Giordania e, secondo i Guardiani della Rivoluzione, anche la Siria. Il Pentagono ha smentito che la base aerea di Al-Tanf, avamposto Usa al confine tra Giordania, Iraq e Siria, sia stata attaccata. Tuttavia, il segnale giunto da Teheran è chiaro. Il raggio d'azione delle risposte dei Pasdaran sta aumentando parallelamente all'intensità dei raid di Washington. Ieri sera la marina iraniana ha anche attaccato una nave battente bandiera thailandese che avrebbe tentato di attraversare Hormuz senza l'autorizzazione della Repubblica islamica. E, oltreoceano, le ultime mosse della Casa Bianca fanno credere che il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto non sia così remoto. Secondo quanto riferito da Axios, Donald Trump starebbe prendendo in seria considerazione l'espansione delle operazioni militari in Iran. Durante la riunione di martedì nella Situation Room, al presidente Usa sono stati presentati diversi piani militari. Non è ancora chiaro quale sia la strategia decisa dal tycoon. Ma quello che appare certo è che l'amministrazione americana avrebbe informato il governo di Benjamin Netanyahu (di cui resta il giallo del viaggio negli States cancellato o forse mai organizzato, secondo alcuni media) che nelle prossime ore arriveranno decine di aerei da rifornimento nello Stato ebraico. L'idea di The Donald sarebbe quella di scatenare una serie di attacchi contro centrali elettriche e impianti nucleari, soprattutto quello sotterraneo di Pickaxe Mountain, ritenuto al centro di nuove attività legate all'arricchimento dell'uranio. Non sono da escludere anche raid contro gli impianti petroliferi. Ieri, i media iraniani hanno detto che le forze Usa avrebbero colpito un'altra petroliera vicino all'isola di Kharg. E proprio su questo fronte a destare preoccupazione è anche l'aumento del prezzo dell'oro nero a 87 dollari al barile.La tensione La tensione si fa sempre più alta in tutta la regione. Il Comando navale dei Pasdaran ieri ha lanciato un nuovo avvertimento: «Gli americani si stanno avvicinando all'ora X delle operazioni delle forze armate iraniane contro le unità navali del Centcom».Mentre su un altro fronte potenzialmente esplosivo, quello dello Yemen e dello stretto di Bab el-Mandeb (che unisce Mar Rosso e Golfo di Aden), un ulteriore segnale di allarme è arrivato dagli Houthi. Il ministro della Difesa della milizia filoiraniana, il generale Mohammed Al-Atafi, ha detto che le sue forze armate sono pronte «ad attuare qualsiasi direttiva impartita dalla Guida Suprema iraniana». E il pericolo riguarda non solo le rotte commerciali, ma anche l'Arabia Saudita e le infrastrutture energetiche delle altre petromonarchie.