Artini *
Si è soli, particolarmente nell’adolescenza, anche se assiepati gli uni accanto agli altri, prima dell’ingresso a scuola o durante l’intervallo, per esempio. Una “folla solitaria” avrebbe detto il sociologo David Riesman. L’adolescenza, del resto, è una fase di ricerca della propria identità, fatta di momenti di comunanza e altri di differenziazione, per scoprire ciò che caratterizza la propria persona. Spesso il comportamento scorretto, che pur deve essere sanzionato, è espressione di ricerca di significato, dell’ansia di definire sé stessi in mezzo agli altri. Per questo il ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, nel 1998, aveva emanato lo Statuto delle studentesse e degli studenti da cui si ricavavano le regole scolastiche di condotta degli alunni, prevedendo le procedure di “punizione”
e, con esse, la possibilità di convertire le sanzioni “in attività in favore della comunità scolastica”. Su questa scia, il ministro Valditara nel 2025 (il Dpr numero 134) ha definito in forma più specifica la durata delle sospensioni, distinguendo quelle fino a due giorni da quelle più lunghe e collegando le sanzioni a percorsi obbligatori di educazione civica (per esempio tramite degli elaborati) o di “cittadinanza solidale presso strutture convenzionate”.







