HomeMilanoCronacaCantieri fermi, vite sospese: "Stanchi delle promesse. La politica si dia una mossa"Le famiglie degli acquirenti di nuovo in presidio davanti a Palazzo di giustizia. La vicesindaca Scavuzzo: "Ci vuole pazienza, stiamo facendo passi avanti".Dopo due anni dal sequestro Il Comitato delle «Famiglie sospese» torna davanti al Tribunale di MilanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLe "Famiglie sospese", 4.500, sono ancora nel limbo e non si arrendono. Una rappresentanza del Comitato di inquilini e acquirenti di quelle nuove costruzioni scosse dal terremoto che ha colpito l’urbanistica milanese è tornato ieri a riunirsi davanti all’epicentro dal quale tutto ha avuto inizio: Palazzo di Giustizia, dove è nata la maxi inchiesta della Procura che ha portato al sequestro di grattacieli e cantieri. L’occasione del presidio nasce da un anniversario: sono due anni esatti da quando i sigilli hanno congelato il cantiere delle Residenze Lac, a Baggio. Tre torri che affacciano su Parco delle Cave.

Due anni nei quali si è mosso poco o niente. La richiesta di un piano attuativo era stato inviata dal gruppo francese Nexity, sviluppatore del progetto, al Comune con l’obiettivo di regolarizzare l’operazione e una volta sanato il presunto abuso tentare di ottenere dai giudici un dissequestro. Un percorso tentato anche da altri operatori immobiliari come Green Stone, sviluppatore del cantiere dello Scalo House. Alla magistratura "chiediamo che, dove possibile, si proceda al dissequestro dei cantieri: non per fermare l’accertamento delle responsabilità, ma perché le famiglie non possono continuare a pagare, con le loro vite, tempi che non dipendono da loro", ha detto Filippo Maria Borsellino, portavoce del comitato e acquirente di un appartamento in una delle torri in via Cancano, che ha aggiunto " stiamo valutando di presentare istanza di dissequestro dei cantieri bloccati".