CONEGLIANO Giovani amministratori uniti, a prescindere dalle differenti fedi politiche, per difendere il futuro di Electrolux e di un territorio intero. I consiglieri comunali Marta De Nardi (Vittorio Veneto), Matteo Zucol (Conegliano), Mattia Lazzer (Codognè), Lucrezia Aggio (Conegliano) e gli assessori comunali Giada Pavan (Santa Lucia di Piave) e Alessandro Loddo (Sarmede) rappresentano le nuove generazioni di lavoratori, quelli divisi tra il rimanere in Italia, dovendo fare però spesso i conti con un contesto lavorativo disincentivante, o puntare all'estero, dove le possibilità di fare carriera o realizzarsi sono ben più allettanti.
Per questo giovedì sera hanno voluto partecipare al consiglio comunale straordinario che ha riunito 28 Comuni al "Dina Orsi" di Conegliano e far sentire anche la loro voce. «Difendere i dipendenti Electrolux vuol dire garantire la tenuta del nostro tessuto sociale, tutelare intere famiglie e preservare il know how in una logica di medio lungo termine. Electrolux è infatti una realtà incardinata nel territorio e per questo deve necessariamente guardare alle generazioni future» scandiscono all'unisono.«Esuberi, riduzioni e trasferimenti della produzione all'estero, unitamente al complesso contesto economico europeo e nazionale, non solo minano gravemente la stabilità degli attuali lavoratori e delle loro famiglie, ma hanno come effetto quello di creare un clima disincentivante per i tanti giovani che vogliono entrare nel settore per crescere e restare nelle nostre città, e non è accettabile rischiare in questo senso una fuga di cervelli - affermano i giovani amministratori -. Per noi è fondamentale che si trovi una soluzione che guardi in prospettiva, così come indicato dai nostri sindaci, non chiudendosi quindi ai bisogni dei dipendenti e garantendo un futuro ai giovani, perché solo attraverso il lavoro possiamo garantire il benessere nelle nostre città».Intanto ieri a Venezia si è tenuto il tavolo, convocato dall'assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci, incentrato sull'impatto che la crisi Electrolux avrà anche sulla filiera regionale dell'elettrodomestico, cioè imprese fornitrici di beni e servizi. Ed è emerso «con forza la necessità di tutelare una filiera ampia, caratterizzata da un prezioso patrimonio di competenze e da prodotti strategici per l'Europa» sintetizza Bitonci.Al tavolo hanno partecipato anche i sindacati. «Il caso Electrolux - afferma Manuel Merotto, segretario generale Fiom Cgil Treviso - è la punta dell'iceberg di una crisi profonda che sta colpendo un comparto strategico, per il quale è evidente che serva un intervento pubblico di sostegno robusto e mirato. È di fondamentale importanza ragionare di filiera non solo a livello regionale, ma anche europeo, per tutelare un prezioso patrimonio di competenze e produzioni».Attenzione all'indotto lo ha sottolineato anche il segretario regionale Cisl Veneto, Luca Mori: «Le nostre federazioni di categoria ci segnalano come varie pmi locali, in particolare della gomma plastica, degli imballaggi e dei servizi, stiano già riscontrando un calo produttivo per la contrazione degli ordini. Per alcune di queste imprese, le commesse del gruppo svedese valgono oltre il 60% del giro d'affari». Ora tutti attendono il prossimo incontro al Mimit del 21 luglio.







