Il trumpiano Karol Nawrocki ieri ha detto «nie» a due disegni di legge che avrebbero permesso di stipulare in Polonia contratti di convivenza anche tra persone dello stesso sesso. L’atteso veto del presidente polacco, sostenuto dalla destra populista di Diritto e Giustizia (Pis), lascia ancora senza riconoscimento giuridico molte coppie di fatto.

SUPERARE il veto appare quasi impossibile: il governo dovrebbe raccogliere una maggioranza di tre quinti al Sejm, la camera bassa del Parlamento. Dura la reazione del premier Donald Tusk, che dovrà coabitare con Nawrocki almeno fino alle elezioni parlamentari del 2027: «Il veto presidenziale è un’espressione di disprezzo nei confronti delle persone, del loro diritto alla felicità e a una vita non convenzionale», ha scritto su X l’ex presidente del Consiglio europeo.

Nawrocki ha difeso la sua posizione sostenendo di essere disposto a discutere lo status della persona più vicina, ma non ad approvare norme assimilabili a un matrimonio: «Nulla che assomigli a un “quasi matrimonio” può contare sul mio sostegno». In realtà, il progetto sullo «status della persona più vicina in una relazione e sul contratto di convivenza» prevedeva soltanto la registrazione di un contratto davanti a un notaio e la conseguente trasmissione dell’atto all’Ufficio di stato civile senza alcuna cerimonia.