Decine di persone si erano riunite nei pressi della moschea Ahmed Yassin di Nuseirat, per partecipare ai funerali dell’uomo che Israele aveva ucciso poche ore prima nel campo profughi del centro di Gaza. Senza alcun preavviso, un drone ha bombardato la processione funebre, a cui prendevano parte adulti e bambini.
È stata una strage. Le prime immagini girate dopo l’attacco sono agghiaccianti. I corpi senza vita sono ammassati l’uno sull’altro, qualcuno respira ancora, altri hanno gli arti mozzati e gli occhi spalancati. I sopravvissuti si avvicinano con orrore ai cadaveri, cercando il volto di amici e parenti. Il solito camion spunta improvvisamente per caricare i corpi. Nessuna ambulanza, nessun medico, solo cadaveri e feriti messi uno sull’altro, a mani nude. Almeno otto persone, tra cui bambini, sono rimaste uccise e le fonti dell’ospedale al-Awda parlano di 22 feriti, alcuni in fin di vita.
NELLE ULTIME 72 ORE Tel Aviv ha aumentato il numero e l’intensità degli attacchi sulla Striscia, senza risparmiare i luoghi di rifugio né quelli più affollati di civili. «A Israele non importa della popolazione palestinese e non rispetta niente, neanche il lutto – ci ha detto Ali Tayeh da Gaza City -. Tra le vittime dell’attacco alla cerimonia funebre ci sono anche bambini. Hanno sparato sulla folla».






