<p><strong>Come fai a difenderti dall’accusa di aver frodato il fisco?</strong> Puoi sempre dire che in realtà si trattava di una truffa ai danni dello Stato.
Sembra un paradosso ma è stata questa la strada scelta da <strong>John Elkann</strong> e dai suoi legali per cercare di chiudere la partita penale delle tasse non pagate sul patrimonio ereditato dalla nonna <strong>Marella Caracciolo</strong>, la moglie di <strong>Gianni Agnelli</strong> scomparsa nel febbraio 2019.
In ballo c’era un autentico tesoro, protetto per vent’anni in paradisi offshore dagli occhi indiscreti del Fisco e da quelli interessati di <strong>Margherita Agnelli</strong>.
Di che cifre si parla?
Almeno un miliardo di euro depositato in trust ai Caraibi e investito da anni in gran parte tramite veicoli lussemburghesi, secondo quanto ricostruito dalla procura e dalla <strong>Guardia di Finanza di Torino</strong>. </p> <p> </p> <p>Il presidente di <strong>Stellantis</strong> e numero uno di <strong>Exor</strong> aveva adottato questa linea di difesa nel 2025, quando si era accordato con il procuratore aggiunto <strong>Marco Gianoglio</strong> e i pm <strong>Mario Bendoni</strong> e <strong>Giulia Marchetti</strong> che conducevano l’inchiesta sulla presunta finta residenza estera di Marella Caracciolo.






