La terza sezione della corte d’appello di Palermo ha riformato la sentenza di condanna nei confronti di un uomo accusato di violenza sessuale ai danni di due colleghe. I fatti sono avvenuti all’ospedale Giglio di Cefalù, del tutto estraneo alla vicenda, dove le due vittime prestavano servizio per conto di una cooperativa esterna. Secondo quanto ricostruito durante i due gradi di giudizio, l’imputato avrebbe approfittato della condivisione degli spazi lavorativi per mettere in atto condotte di molestie e palpeggiamenti nei confronti delle due lavoratrici.Le donne, nonostante il timore di ripercussioni sul piano professionale, hanno trovato il coraggio di denunciare i comportamenti del collega, dando il via alle indagini delle forze dell’ordine. I giudici della corte d’appello di Palermo, esaminati nuovamente gli atti e ritenendo pienamente credibili le testimonianze delle due parti offese, hanno condannato l’imputato a 3 anni e 10 mesi di reclusione (ne aveva avuto 4 in appello) e dichiarato non doversi procedere per prescrizione per i reati di minaccia e calunnia contestati all’uomo. Nel corso del giudizio, le vittime si sono costituite parte civile per chiedere il riconoscimento dei danni subiti, non solo fisici e psicologici, ma anche professionali, assistite dall’avvocato Giuseppe Minà.
Molestò due colleghe in ospedale a Cefalù, pena ridotta in appello
La terza sezione della corte d’appello di Palermo ha riformato la sentenza di condanna nei confronti di un uomo accusato di violenza sessuale ai danni di due colleghe....







