<p>Il nuovo corso delle <strong>Ferrovie dello Stato</strong> entra nel vivo.

Archiviata la nomina di <strong>Gianpiero Strisciuglio</strong> (ex numero uno di <strong>Trenitalia</strong>) ad amministratore delegato e direttore generale del gruppo, il <strong>top manager</strong> si trova ora davanti a una partita che va ben oltre il semplice cambio al vertice.

Sul tavolo ci sono la gestione del <strong>traffico ferroviario</strong>, il completamento della <strong>governance delle principali controllate</strong> (da <strong>Trenitalia</strong> a <strong>Rfi</strong>) e il rilancio di quella dell’intero gruppo, la prosecuzione del piano di investimenti e la definizione della strategia con cui l’ex incumbent ferroviario dovrà affrontare la fase successiva al <strong>Pnrr</strong>, quando la spinta dei fondi europei sarà destinata ad affievolirsi. </p> <p>Le cose sembrano già partite per il meglio considerando il primo importante segnale arrivato venerdì 17 sul fronte delle risorse.

Con l’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma 2022-2026 tra il <strong>ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit)</strong> e <strong>Rete Ferroviaria Italiana</strong> sono stati contrattualizzati circa <strong>4 miliardi di euro aggiuntivi</strong> destinati allo sviluppo della rete ferroviaria nazionale.