Avere un figlio può costare la carriera. Non è, per una volta, la storia delle tante e tanti che si vedono rifiutare un posto di lavoro o sono licenziati perché desiderano una famiglia, ma quella di Jens Spahn, capogruppo dei popolari CDU-CSU al Bundestag. Uno dei più influenti politici tedeschi potrebbe rovinare nella polvere perché col compagno Daniel Funke ha avuto un figlio, Georg, mediante la maternità surrogata negli Stati Uniti. Questa pratica è vietata in Germania, dove nel 2020 i liberaldemocratici FDP ne chiesero la parziale legalizzazione. Dal ministero della Salute giunse un netto “nein” motivato col fatto che «le relative particolari difficoltà nel percorso di scoperta di sé da parte del bambino sollevano preoccupazioni circa i possibili effetti negativi sul suo sviluppo». Al vertice del dicastero vi era allora lo stesso Spahn, oggi travolto da una valanga di critiche per esser ricorso all'utero in affitto al fine di soddisfare quel desiderio di paternità che racconta condiviso «sin dall'inizio» col compagno, sposato nel 2017. La realizzazione di questo sogno è stata accolta nella CDU da richieste di dimissioni di Spahn da capogruppo dei popolari al parlamento federale. Daniel Peters, presidente del partito guidato dal cancelliere Friedrich Merz in Meclemburgo-Pomerania anteriore, accusa Spahn di aver «aggirato deliberatamente il diritto tedesco». Peters poi tuona: «Non è accettabile pretendere di poter agire da privato cittadino in modo diverso da quanto si sostiene come esponente della CDU, che rappresenta credibilità e chiarezza soprattutto su questioni eticamente sensibili. Jens Spahn non è più sostenibile come capogruppo dei popolari e deve dimettersi». Nei cristiano-democratici, contrari alla maternità surrogata, quella di Peters non è una voce isolata. Le dimissioni di Spahn sono «una questione di coerenza», ha dichiarato Marion Rosin, presidente dell'associazione delle donne della CDU in Turingia. Nel partito, la preoccupazione è che la falla aperta da Spahn nella propria credibilità si ripercuota sull'intera formazione, già in grave crisi di consensi come il governo che compone coi cristiano-sociali CSU e i socialdemocratici SPD. Nel frattempo, l'ex ministro della Salute viene criticato anche dall'opposizione. Per Janosch Damen dei Verdi, la questione “non riguarda la nascita di un bambino, ma la credibilità politica e la doppia morale”. L'esponente degli ecologisti rincara: «Chi promuove determinate regole in politica dovrebbe spiegare in maniera convincente perché non dovrebbero valere per lui».Secondo Martin Reichardt del partito di estrema destra AfD, «il comportamento di Spahn non solo rivela la sua mancanza di credibilità e il suo scarso rispetto per i diritti di donne e bambini, ma dimostra anche sfacciatamente che le norme tedesche non hanno alcuna importanza per lui». Tutto ciò rivela «quanto poco senso civico rimanga» nella CDU. Bordate contro Spahn arrivano anche dalla femminista Alice Schwarzer: «Gli esseri umani non sono merci. Non dovrebbero essere in vendita né una donna come macchina da riproduzione né un bambino concepito a scopo di lucro». Critiche arrivano pure dalla comunità cattolica, a cui Spahn appartiene. Per il teologo Rupert Scheule, l'utero in affitto è spesso associato allo sfruttamento delle madri, secondo il filosofo Giovanni Maio il rapporto tra figlio e genitrice che si instaura durante la gravidanza viene bruscamente interrotto. Sphan si difende: «Dio gioisce per ogni bambino» e avere un figlio è «semplicemente grandioso». Per l'ex ministro della Salute, la scelta della maternità surrogata è frutto di «una lotta» con se stesso e la dimensione privata della famiglia deve essere distinta dal dibattito politico. Di fronte alle richieste di dimissioni da capogruppo della CDU, Spahn glissa: saranno i colleghi deputati a «decidere come procedere». Intanto, l'esponente dei cristiano-democratici ha informato della nascita del figlio Merz, che si è congratulato pur riconoscendo che la situazione «non è semplice» sul piano politico. Riguardo le richieste di dimissioni di Spahn da capogruppo dei popolari, dal cancelliere non sono giunti né un rifiuto né una manifestazione di solidarietà: «Discuteremo alla prossima riunione della CDU». Un messaggio sibillino, un possibile annuncio della fine della carriera politica di Spahn, per ora ben felice di festeggiare il fiocco azzurro in famiglia.
Un figlio con la maternità surrogata, il capogruppo dei popolari tedeschi rischia la carriera
Jens Spahn aveva respinto la legalizzazione dell’utero in affitto quando era ministro della Salute. Nel partito crescono le richieste di dimissioni










