<p>Nel reddito fisso europeo è in atto un altro (l’ennesimo) ribaltone dall’inizio di quest’anno.

Il fallimento delle prove generali di tregua in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran ha provocato un nuovo innalzamento dei rendimenti dei bond sovrani (e discesa dei prezzi).

Il motivo è semplice: la paura che una recrudescenza della crisi energetica possa spingere la Bce verso una postura ancora più restrittiva sui tassi di interesse.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>I movimenti in atto negli ultimi giorni hanno riportato il rendimento del Btp decennale italiano sopra il 3,9% e lo spread intorno agli 80 punti base.

Ma questo deprezzamento dei bond può rappresentare anche un’opportunità per quegli investitori che fossero in prima battuta interessati al carry, cioè al rendimento cedolare. </p> <h2><strong>Quali scadenze preferire oggi</strong></h2> <p>«Lo scenario per i titoli di Stato europei resta costruttivo», sottolinea <strong>Antonella Manganelli</strong>, ad di <strong>Payden & Rygel Italia</strong>, che oggi individua valore «soprattutto sulle scadenze intermedie, tra cinque e dieci anni, che offrono il miglior equilibrio tra rendimento e rischio».

Invece per quanto riguarda il credito la manager ritiene che «dopo il restringimento degli spread registrato negli ultimi mesi, il potenziale di ulteriore apprezzamento appare più limitato e una quota crescente del rendimento sarà legata al flusso cedolare».<span contenteditable="false"> </span> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><span contenteditable="false"> </span> </p> <p>«Oggi concedere prestiti agli emittenti europei significa concedere prestiti a emittenti che godono di una situazione finanziaria piuttosto solida», evidenzia <strong>Henriette Le Mintier</strong>, funds manager di<strong> Lbp Am</strong>, azionista di <strong>Lfde</strong>.