<p>Un investitore che appena tre anni fa avesse acquistato un indice sui mercati emergenti, senza tenere sotto controllo la composizione per tutto questo tempo, oggi rimarrebbe stupito: la Cina, che nel 2023 rappresentava quasi un terzo dell’indice totale, <strong>oggi è scivolata sotto il 20%</strong>.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Il tutto a vantaggio dei due veri vincitori dell’<strong>Msci Emerging Markets</strong>: Taiwan e Corea del Sud che, forti del boom dei semiconduttori di cui sono tra i più grandi produttori a livello globale, oggi pesano più della metà dell’indice complessivo.

E i primi tre titoli del paniere, i tre produttori di chip Tsmc (Taiwan), Samsung e Sk Hynix (Corea) rappresentano da soli oltre un quarto della capitalizzazione complessiva.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/29709162"> <script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script> <noscript> <img src="https://public.flourish.studio/visualisation/29709162/thumbnail" width="100%" alt="chart visualization"> </noscript> </div> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><span contenteditable="false"> </span> </p> <h2><strong>Il paradosso degli emergenti</strong></h2> <p>I movimenti degli ultimi giorni, con gli indici di Corea e Taiwan in caduta libera (il <strong>Kospi di Seul </strong>ha perso il 23% nell’ultimo mese) pongono però un problema per l’investitore che avesse scommesso sugli emergenti: l’eccessiva concentrazione in un unico settore e in una manciata di titoli.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Rischio concreto evidenziato da <strong>Enzo Corsello</strong>, country head per l’Italia di <strong>Allianz Global Investors</strong>, che nel corso della presentazione dell’outlook per il secondo semestre della società di gestione ha parlato di un paradosso degli emergenti.