La finale Spagna-Argentina a New York e' alle porte e gia' gli Stati Uniti si preparano a ospitare tra cinque anni la più grande Coppa del Mondo femminile della storia prospettando un delicato braccio di ferro con la Fifa sul nodo delle atlete transgender. A rilanciare la questione - ma il dibattito politico è più ampio della realtà agonistica attuale ,in assenza finora di campionesse trans all'altezza - è stato Andrew Giuliani, il figlio dell'ex sindaco Rudy Giuliani. Chiamato da Trump alla guida della task force della Casa Bianca la World Cup, Giuliani ha detto a Politico che "e' importante che la Coppa del Mondo femminile non violi la politica degli Usa e che scendano in campo solo donne, non uomini biologici".

E' la linea adottata quest'anno dal Comitato Olimpico Internazionale, messa in campo da Giuliani anche se di qui a cinque anni il tycoon non sara' piu' alla Casa Bianca mentre, a livello nazionale, la Corte Suprema non ha imposto un divieto 'a pioggia' quando, a fine giugno, ha riconosciuto ai singoli Stati americani il diritto di escludere le ragazze trans dalle squadre scolastiche femminili. La candidatura congiunta di Stati Uniti, Messico, Costa Rica e Giamaica è l'unica rimasta in corsa per il torneo del 2031. L'assegnazione dovrà essere avallata da un Congresso straordinario della Fifa entro la fine dell'anno: in assenza di opposizione, gli Stati Uniti finirebbero per ospitare la maggior parte delle 104 partite in programma. L'edizione del 2031 segnerà infatti una svolta storica per il calcio 'in rosa': per la prima volta parteciperanno 48 nazionali, contro le 32 previste per il Mondiale del 2027 in Brasile, e la durata complessiva sara' più lunga, con una platea globale ancora più ampia. Le gare arrivereranno dopo un periodo senza precedenti per il calcio negli States dopo la Coppa del Mondo maschile del 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles nel 2028.