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Redazione online
Venerdì 23 Gennaio 2026, 11:00
Lo conosceva appena, forse si erano fumati qualche canna insieme, lì, al circoletto, all’angolo con via Baracca, nel cuore del quartiere Carrassi. Ma Maurizio Pastore, 42 anni, affetto probabilmente da disturbi psichici, aveva cominciato a pretendere soldi da Amleto Magellano, il 39enne ucciso a coltellate lunedì scorso in via Montegrappa. Voleva soldi per ristrutturate il bagno della sua abitazione, un ammezzato in via Baracca che condivide con mamma e nonna e in cui era ai domiciliari. Voleva quei soldi ma Magellano non aveva nessuna intenzione di darglieli. Già una volta Pastore aveva affrontato Magellano, inseguendolo per strada e provando a colpirlo con un martello. Per questo rancore - secondo il pubblico ministero Maria Christina De Tommasi, Pastore avrebbe colpito fatalmente Magellano, nel tardo pomeriggio di lunedì scorso. Svariati colpi di coltello per poi vederlo accasciarsi al suolo, riporre il coltello nella cintura e allontanarsi a piedi per rientrare nella sua abitazione, a 10 metri dal luogo del delitto.






