Aveva provato a colpire Amleto Magellano con un martello già diversi mesi fa Lo minacciava, lo stalkerizzava, tanto che il 40enne qualche volta aveva paura ad uscire di casa. Il 17 gennaio Maurizio Pastore di 42 anni lo ha aspettato vicino a un circolo di via Monte Grappa, nel quartiere Carrassi, e lo ha colpito dieci volte con un coltello. Il quarantenne Magellano è morto poco dopo il trasporto in ospedale, a causa di tre fendenti che hanno raggiunto il cuore, lasciando due figli piccoli e la moglie Lidia.
È stata lei a raccontare ai carabinieri della Compagnia San Paolo che Pastore perseguitava suo marito, che in passato avevano litigato, «perché lui doveva rifare un bagno e diceva che Amleto aveva i soldi». Una spiegazione poco chiara, che potrebbe nascodere il vero motivo dei dissapori tra i due ma che per il momento è bastata alla magistrata, che ha disposto il fermo dell’assassino.Sul fatto che sia stato lui a colpire non ci sarebbero molti dubbi, perché una donna della zona lo ha visto subito prima che Magellano venisse assassinato.
«Era vestito di nero, con un giubbotto senza cappuccio, io lo conosco...». Immediatamente dopo ha visto la vittima: «Chiedeva aiuto e si avvicinava verso di me... Dopo di che si avvicina alla macchina e si accascia a terra».La donna ha chiamato il marito, poi hanno allertato i soccorsi, qualcun altro ha portato un cuscino per sollevare la testa dell’uomo da terra. Stando a quanto ha raccontato, alla scena ha assistito anche un anziano, che è rimasto immobile durante l’accoltellamento e poi è andato via. Il vero testimone oculare del delitto, in realtà, è un tredicenne che si stava recando alla stazione per incontrare degli amici. «Ho visto quello che ha fatto un movimento strano - ha raccontato - ha preso una cosa, all’inizio non avevo capito fosse un coltello, e ha colpito».






