La Commissione Europea propone misure per contrastare la frammentazione delle banche Ue, puntando a completare l'Unione Bancaria e rafforzare la competitività del settore finanziario europeo.
Quattordici anni dopo il lancio del progetto dell'Unione bancaria, la Commissione Europea ha presentato oggi una comunicazione, cioè un atto di soft law, non giuridicamente vincolante, in cui analizza le carenze del sistema bancario europeo, in primis il fatto che il settore è eccessivamente "frammentato" per linee nazionali, e delinea le possibili misure per porvi rimedio. Misure che dovrebbero tradursi in proposte legislative l'anno venturo.
Tra l'altro, con la comunicazione di oggi la Commissione 'seppellisce' l'Edis, proposto nel 2015 e mai approvato, per resuscitarlo subito dopo, trasformandolo da "schema" europeo per "l'assicurazione" dei depositi, per il quale si batté a lungo invano l'allora ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un "meccanismo" comune per la "protezione" dei depositi.
L'Unione bancaria, il progetto di creare un vero mercato unico del credito, è stata proposta nel giugno 2012, ma si è incagliata nel Consiglio per le divisioni degli Stati membri, restii a perdere la presa che conservano sugli istituti di credito, grandi acquirenti di titoli di Stato.













