«Il vostro medico non ha solo più il compito di scrivere ricette, ma anche quello importante di pervenire i mali». Così scriveva a fine Ottocento Giuseppe Massa, il primo medico condotto e ufficiale sanitario del comune di Mezzenile. Situato nelle Valli di Lanzo, a nordovest di Torino e a 533 metri di altitudine, viene chiamato Mesnil in piemontese e francese, mentre in francoprovenzale è Misinì. In questo borgo di 736 abitanti sabato 18 luglio si terrà la presentazione del libro di Gian Luigi Canata dal titolo Giuseppe Massa medico nelle Valli di Lanzo (ore 18 al castello in sala Pipistrelli). L’autore del volume è un noto ortopedico torinese, il protagonista è il nonno materno. Una storia locale, famigliare, ma al tempo stesso rappresentativa di una fase storica dell’Italia.

Giuseppe Massa nacque nel 1871 a Coassolo, nelle Valli di Lanzo. Il padre Celestino era mugnaio, la madre Rosa era figlia di un imprenditore nella fiorente industria dei chiodi in località Mezzenile dove la famiglia ben presto si trasferì. Dopo le elementari Giuseppe fu iscritto al collegio del Liceo Classico Baldessano di Carmagnola. Successivamente frequentò l’università a Torino e si laureò nel 1896. Rinunciò alla carriera universitaria per tornare al suo paese con l’obiettivo di «ridurre la mortalità infantile, assistere i bisognosi, correggere dannose abitudini alimentari e migliorare la qualità abitativa montana». Dal 1896 al 1922 fu medico condotto e ufficiale sanitario del comune di Mezzenile, un ruolo istituito dalla legge Crispi-Pagliani del 22 dicembre 1888 che segnò la nascita della sanità pubblica in Italia.