CITTA’ DEL VATICANO. «I sacerdoti sposati sarebbero un arricchimento per la Chiesa». A dirlo è uno dei leader più influenti e autorevoli dell’episcopato europeo. In un'intervista al Nederlands Dagblad l’arcivescovo di Bruxelles monsignor Luc Terlinden si schiera a favore dei sacerdoti sposati nella Chiesa cattolica. L’intervento del presidente dei vescovi belgi riapre il dibattito su una delle questioni ecclesiastiche più rilevanti e spinosi: l’abolizione del celibato. Il capo della Chiesa belga fa l'esempio delle Chiese cattoliche orientali. «Ho parlato con un vescovo greco-cattolico che mi ha detto che il 90% dei suoi sacerdoti è sposato – afferma l’arcivescovo di Bruxelles-. In Occidente non sempre mostriamo sufficiente rispetto per questa tradizione orientale, che è anch'essa cattolica». Per il momento monsignor Luc Terlinden non fissa scadenze a differenza dell’arcivescovo vescovo di Anversa, Johan Bonny, che lo scorso marzo aveva annunciato in una lettera pastorale la sua intenzione di fare tutto il possibile per ordinare sacerdoti uomini sposati nella sua diocesi entro il 2028. «La posizione del vescovo di Anversa è frutto di una sua iniziativa ma, naturalmente, non può ordinare sacerdoti sposati senza il permesso del Papa», precisa il presidente dell’episcopato belga. L’arcivescovo Joahn Bonny di Anversa, a lungo considerato l’astro nascente dell’episcopato belga, ha anche relativizzato la condanna dell’eutanasia.