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Le parole dell'allenatore catalano chiudono la porta al sogno della Figc. Attesa per l'annuncio che arriverà nelle prossime ore, con il "Maestro" in pole
Pep Guardiola si sfila in moto naturale dalla corsa per diventare commissario tecnico della nazionale. Il sogno proibito della Figc diventa un miraggio: "Mentalmente non mi manca nulla", ha detto il 55enne catalano in un'intervista all'azienda legata al mercato delle criptovalute Okx, riferendosi ai ritmi della vita da allenatore, "ho deciso di fermarmi anche per prendermi un po' più cura di me stesso. Voglio vedere molto di più i miei figli, mio padre ha 95 anni ed è ancora qui. Io non sono più giovane e la prospettiva cambia un po'".
Voglia di staccare e non di tornare in panchina, quindi: "Amo il mio lavoro, ma c'è un momento in cui senti di doverti prendere una pausa. Forse tornerò ad allenare, ma devo sentirlo, devo sentire che mi manca e che ne ho bisogno. Al momento non lo sento".
Chiusura che riporta la nazionale verso obiettivi molto più concreti: Andrea Pirlo e Roberto Mancini su tutti. Sembra delinearsi una sorta di ballottaggio tra i due, con il "Maestro" chiaramente in pole nelle ultime ore. Questo perché Pirlo è il profilo individuato dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall'advisor Leonardo. Una stima calcistica e umana che parte da lontano, dai giorni condivisi in campo col difensore e dalla volontà mai tramutata in realtà di portarlo sulla panchina del Milan quando entrambi erano dirigenti rossoneri.










