Milano, 17 luglio 2026 – “Penso di vivere in una follia. Ho avuto una videochiamata dei nipotini. Uno ha otto anni. 'Nonno', mi ha chiesto, 'è vero che sei in carcere? Nonno, se non ti mettono in carcere ci porti a Gardaland?'. Ho detto di sì. Vi porto a Gardaland. Cosa dovevo dire? Ma io non posso perché devo andare in cella”. Chiuso in una stanza di hotel a Milano, in attesa di entrare in carcere, Mario Roggero si tormenta. Si è già costituito a Bollate, ma “manca un documento” e quindi non può ancora varcare le porte dell’istituto penitenziario, dove dovrà restare per 14 anni e 9 mesi (“fino a 87 anni”). Così prevede la condanna definitiva per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante l'assalto al suo negozio il 28 aprile 2021, a Grinzane Cavour, nel Cuneese.
“In carcere ho capito che mi vogliono proteggere”
In un colloquio con ‘Il Giornale’ Roggero racconta il primo impatto con il carcere: “Mi è venuta incontro una guardia e mi ha stretto la mano. Silenzioso, mi guardava negli occhi, teneva stretta la mano, stretta stretta e non me la lasciava più. Poi è venuto un ispettore, sembrava anche lui molto scosso, mi ha detto che avevano seguito tutto il caso, che sapevano ogni cosa di me. Alla fine si è presentato anche il direttore . Ha detto che ci teneva ad accogliermi. Non è normale, sai, che un direttore del carcere si muova per accogliere un detenuto. Li ho sentiti vicini. Ho capito che vogliono proteggermi”. Di certo vicino a Roggero ci sono i politici del centrodestra. Da Salvini a Vannacci, in tanti gli hanno dimostrato solidarietà. Non solo a parole.










