Bambini in attesa di essere evacuati dalla Spagna durante la Guerra civile (1936-1939). Fonte: Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Il 17 luglio 1936 le guarnigioni del Marocco spagnolo si sollevano contro il governo del Fronte popolare. Nelle ore successive l'insurrezione si estende alla penisola, dando inizio a quasi tre anni di guerra: mezzo milione di morti, un Paese devastato e una dittatura destinata a durare fino al 1975. Novant'anni dopo, la guerra civile spagnola continua a essere raccontata come il prologo della Seconda guerra mondiale, il banco di prova in cui Germania nazista e Italia fascista sperimentarono strategie militari e armi, mentre le democrazie europee mostrarono tutta la loro esitazione.
Ma quel conflitto fu anche molto altro: una guerra sociale, politica, culturale e propagandistica che mobilitò l'opinione pubblica internazionale come mai era accaduto prima. Volontari provenienti da decine di Paesi, scrittori e giornalisti schierati sui fronti, ideologie destinate a segnare il secolo. Ne parliamo con Paola Lo Cascio, storica dell'Universitat de Barcelona e autrice del volume La guerra civile spagnola. Una storia del Novecento (Carocci).
Novant'anni dopo, perché la guerra civile spagnola continua a essere uno degli eventi più studiati del Novecento?












