Pubblicato il: 17/07/2026 – 10:55

di Marco Russo

VIBO VALENTIA In alcuni paesi le autobotti sembrano fare parte ormai del paesaggio, come arredi urbani che ornano le piazze estive dei paesi calabresi. Non solo quelli dell’entroterra, dove si avvertono di più le criticità, ma anche località centrali e capoluoghi di provincia che soffrono dell’atavica crisi idrica: un paradosso se si considera che in estate, in alcune zone della Calabria, la popolazione si moltiplica a causa di turisti e viaggiatori di ritorno. Ne è un esempio, emblematico, Vibo Valentia, la provincia più turistica della regione ed al tempo stesso una di quelle che soffre di più la carenza idrica, soprattutto nei mesi estivi. Una “crisi” che non risparmia neanche il capoluogo.

A Vibo si disperde il 65% dell’acqua

Secondo i dati dell’Istat, risalenti al 2022 ma di recente elaborati dalla Cgia di Mestre, a Vibo il 65% dell’acqua si disperde nelle condutture, ben due terzi della fornitura idrica totale. Numeri che piazzano la città vibonese al nono posto in Italia, in Calabria dietro solo a Cosenza con il 66,5%. A livello regionale la percentuale scende, ma resta critica: nelle reti si disperde circa il 48%, ovvero circa 199 milioni di metri cubi di acqua potabile. A Vibo su 512 litri pro capite immessi ogni giorno, se ne perdono 333. A causare la dispersione, spiega lo stesso rapporto, sono più fattori: «Le rotture presenti nelle condotte, all’età avanzata degli impianti, ad aspetti amministrativi dovuti a errori di misurazione dei contatori e agli usi non autorizzati (allacci abusivi)».