«Un trofeo la prossima stagione? Dovete chiederlo a Fabregas». Il presidente del Como Mirwan Suwarso scherza quando si accenna alla possibilità di lottare per lo scudetto. La squadra, di proprietà della famiglia Hartono, ha strappato il ticket per giocarsi la Champions ed è ancora tra le protagoniste sul mercato, esattamente come lo scorso anno. Con il riscatto di Nico Paz e l’acquisto di diversi giocatori tra cui la promessa italiana Mattia Liberali, anche in questa sessione la cifra sborsata per i cartellini supera i cento milioni. Ieri nel centro di allenamento di Mozzate si sono viste le prime facce, ma il raduno vero e proprio comincerà sabato. Un nodo da sciogliere nelle prossime settimane sarà quello dello stadio, con la corsa contro tempo per completare i lavori di adeguamento per giocare le coppe europee allo stadio Giuseppe Sinigaglia. Nonostante cio, le aspettative per le prossime stagione non saranno poche. Presidente, vi aspettavate la Champions League? «Onestamente no. Volevamo fare meglio dell’anno prima, ma non pensavamo di arrivare così in alto». Avete riscattato Paz e superato il Milan nella corsa a Liberali. La rosa è stata evidentemente rafforzata. Che obiettivo vi date in Europa? Sognate in grande?«Vediamo come saremo messi dopo la preparazione estiva. Per ora sogno di vedere giocare a Como squadre come il Manchester United e il Real Madrid». I soldi che incassate non sono pochi però.«Questo è vero. Essere in Champions ci permette di migliorare la nostra posizione finanziaria. Ma allo stesso tempo dobbiamo velocizzare i tempi, perché ci aspettavamo di raggiungere questo obiettivo tra qualche anno. Ora abbiamo meno tempo per far crescere la nostra infrastruttura commerciale e per adeguarci alle regole finanziarie. Ma ce la faremo e non possiamo sprecare questa opportunità. Alla peggio faremo meno vacanze (ride ndr)». Tra i protagonisti della qualificazione non si può non citare l’allenatore Cesc Fabregas. Prima o poi i grandi club europei verranno a bussare alla vostra porta per prenderlo. «È una sua scelta. Diversi club hanno già chiesto di lui. Almeno tre negli ultimi mesi, ma ha rifiutato». Quali? «Il Napoli, come era già stato scritto su qualche giornale locale». E gli altri due?«Uno è italiano, non dico altro». Quando si parla del Como, qualcuno crede che alla lunga non sia un progetto sostenibile. Che ne dice?«Siamo la squadra italiana che ha registrato il più alto tasso di crescita del valore dei cartellini dei suoi giocatori: in due stagioni siamo passati da 60 a 389 milioni di euro. Dal punto di vista commerciale cresciamo del 300% ogni anno. Siamo ancora gli ultimi arrivati, ma vorrei trovare un altro club che sia cresciuto velocemente come noi». Parla di valore dei cartellini. Intende forse che qualcuno verrà venduto nelle prossime settimane?«Se c’è un’offerta, stiamo a sentire. Se ci piace accettiamo, ma non abbiamo paura di rifiutare. La scorsa estate abbiamo rimandato al mittente un’offerta da 60 milioni per Assane Diao, non posso dire da chi. E in inverno anche un’altra da 40 per Jayden Addai». Un anno fa dichiarò che il vostro obiettivo è migliorare la vostra posizione in classifica rispetto alla stagione precedente. Quindi l’anno prossimo siete in corsa per lo scudetto? «Il nostro obiettivo è vincere tutte le partite. Nemmeno a San Siro ci siamo chiusi in difesa: vogliamo sempre dominare la partita. Non ci poniamo obiettivi di questo genere, ma se, continuando a vincere, riusciamo a conquistare qualche trofeo va bene ugualmente». Nella scorsa stagione, chi le è piaciuto di più in Serie A? «Ho guardato diverse partite dell’Atalanta e qualcuna di Roma, Inter e Napoli. E qualche volta anche il Torino». Quando si parla del Como, si fa riferimento anche ai pochi giocatori italiani presenti in rosa.«Quando compriamo un giocatore innanzitutto guardiamo al costo, allo stipendio e a come può giocare in squadra. Ma cerchiamo sempre di promuovere giocatori dal nostro vivaio, con il tempo saliranno in prima squadra». Tornando all’Europa. Uno degli scogli è lo stadio. Come vanno i lavori?«Siamo tranquilli e non ci saranno problemi. Non capisco perché alcuni si ostinino a dire il contrario». Un giorno comprerete il Sinigaglia? «Assolutamente no». La scorsa stagione si è parlato molto di Milan-Como in Australia, l’idea poi è naufragata.«È stato un progetto della Lega. Se ce lo chiederanno, noi diremo un’altra volta di sì. La Nba, la Nfl, la Mlb giocano partite in tutto il mondo». Il suo sogno per il Como? «Diventare una società che sia redditizia a prescindere dai risultati sportivi. Nella storia ci sono state tante squadre che per vincere dei trofei sono poi finite in bancarotta».
Suwarso: “Il mio Como ora è un tesoro, vinciamo crescendo del 300%. E il Napoli voleva Fabregas”
Il presidente del miracolo Champions: «Non ci fermiamo»









