Dimissioni «irrevocabili» e con «effetto immediato». Con una lettera inviata a Consiglio di amministrazione, presidenza della Regione e assessorato all’Industria la presidente del Cacip, Barbara Porru, ha annunciato la sua volontà di lasciare l’incarico di guida del Consorzio industriale di Cagliari. Ha giocato d’anticipo: tre sindaci del Cda (Mario Puddu per Assemini, Beniamino Garau per Capoterra e Angelo Dessì per Sarroch) avevano chiesto per oggi la convocazione dell’assemblea dei soci dell’ente con all’ordine del giorno la sfiducia nei confronti della presidente.
Ora si apre la partita della successione (l’incarico potrebbe essere assegnato al primo cittadino di Capoterra). E potrebbe non trattarsi solo di una partita che si gioca sul tavolo della politica per restare confinata a Macchiareddu. Il Cacip porta in pancia il Tecnocasic con il fallimentare revamping del termovalorizzatore, che finora ha bruciato solo soldi. La controllata non riesce ad approvare il bilancio senza il contributo milionario (sarebbe l'ennesimo degli ultimi anni) della controllante: il buco potrebbe essere colmato con il denaro dei contribuenti del territorio, attraverso la Tari (aumenterà?). Ma c’è anche il fronte – enorme – della Zona Franca.






