Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Di Cristina Bombassei, presidente di Aidaf e chief legacy officer di Brembo

Viviamo in una fase storica caratterizzata da trasformazioni profonde: l’accelerazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, le transizioni energetiche e le nuove tensioni geopolitiche stanno ridefinendo il modo in cui lavoriamo, produciamo e viviamo. In questo contesto, il rischio è quello di concentrarsi esclusivamente sull’urgenza del presente. Eppure, la vera leadership si misura nella capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato e di assumersi la responsabilità delle conseguenze delle proprie decisioni nel lungo periodo.

Mi piace pensare che il compito di chi guida un’impresa o un’organizzazione sia quello di diventare un ‘buon antenato’. Un’espressione semplice, ma straordinariamente potente, che ci invita a riflettere su quale eredità lasceremo alle persone, alle comunità e ai territori che verranno dopo di noi, per generazioni. Essere buoni antenati significa prendere decisioni che forse non produrranno il massimo beneficio immediato, ma che renderanno più solide le fondamenta su cui costruiranno le generazioni future. È una forma di responsabilità che supera il concetto tradizionale di management e diventa una visione autentica di leadership.