Mercoledì scorso il comitato civico La Cura ha consegnato al Consiglio regionale della Calabria quasi 11mila firme autenticate a sostegno della propria proposta di legge sulla sanità ospedaliera nelle aree montane. L’iniziativa popolare arriva mentre a Palazzo Campanella c’è già un progetto della maggioranza di centrodestra e in Senato esiste un disegno di legge presentato dal segretario del Pd calabrese, Nicola Irto. La coincidenza è significativa. Sullo stesso tema pendono tre iniziative legislative piuttosto diverse. La novità, tuttavia, non è soltanto il proliferare – in Calabria – di proposte di legge su un argomento a lungo sottovalutato, se non dimenticato in ambito nazionale. Per anni il confronto sulla sanità montana si è fermato al destino dei singoli ospedali. Si sono susseguite manifestazioni di protesta, petizioni e richieste alla politica e ai direttori delle aziende pubbliche della salute. Adesso la discussione cambia livello. Il punto non è più quali servizi mantenere o quali reparti riattivare nel nosocomio di Acri piuttosto che in quello di Soveria Mannelli o in quello di Serra San Bruno. La questione è ora il modello di sanità da garantire ai territori montani e gli strumenti legislativi necessari a sostenerlo.Come si è arrivati a questo punto?
Sanità delle aree montane, dalla Calabria un percorso di riforma
Sul tavolo ci sono anche un progetto del centrodestra regionale e un ddl di iniziativa del senatore dem Nicola Irto. Tre proposte diverse rilanciano la questione nazionale sul modello di sanità che serve alle aree montane








